venerdì, ottobre 21, 2011

Dead Island - quando un trailer può ingannare


Quasi tutti gli appassionati di videogiochi che hanno visto l'ormai famoso trailer di Dead Island (per altro scopiazzato in un video promo della seconda stagione di the walking dead) saranno stati sorpresi -e non in positivo- di vedere che poi il gioco non era proprio quello che ci si aspettava.
Il trailer infatti , dalle sue tinte pesantemente drammatiche , faceva pensare ad un gioco basato su una gran bella tramona corposa e profonda , e dava anche da pensare (specie per chi ha giocato ai due Left 4 Dead di Valve) ad un Survival in Co-op.
Sebbene la natura free-roaming del titolo sia stata palesata quasi subito dagli sviluppatori di Techland , quel trailer in particolare aveva generato tutto un altro tipo di hype e di aspettative nei giocatori.

Invece..

Invece Dead Island è una sorta di RPG free-roaming in prima persona , dove è il looting sfrenato e il repop incondizionato dei nemici a farla da padrone.
Il gioco che più mi viene in mente per rendere l'idea è senz'altro Borderlands, con sprazzi e idee scopiazzate a piene mani da Dead Rising (armi modificabili sui banchi da lavoro) e Left 4 Dead (alcuni infetti speciali sono presi ,esteticamente parlando e a volte anche in feature , dal capolavoro di Valve) .
Va detto poi che Dead Island parte al diesel e sulle prime stenta a convincere : l'isola (o meglio il Resort, prima zona esplorabile)  sembra semi deserta , tant'è che viene da pensare che il titolo Dead Island sia dato per questo motivo più che per la presenza di zombie , che di fatto nelle fasi iniziali del nostro girovagare sono veramente pochi.
L'esperienza non migliora se giochiamo in Co-op : le animazioni orribili dei quattro personaggi , la totale indifferenza della difficoltà di gioco , che resta invariata sia se si gioca da soli che con tre amici , non migliorano per niente la situazione.
A questo aggiungiamo appunto un looting veramente spinto all'eccesso , vittima tra l’altro di numerosi glitch e dimenticanze degli sviluppatori , che il giocatore più esperto e meno smaliziato non tarderà ad utilizzare a suo vantaggio.
Continuando con la fiera dei contro segnaliamo la bassa qualità delle quest secondarie , che in generale , salvo diciamo un 30% abbondante , risultano banali o poco ispirate (quando va bene) oppure ripetitive e ripetibili all'infinito ed una generale scopiazzatura dai "classici" del genere: Left 4 Dead e Dead Rising in primis per proseguire sicuramente con Borderlands.. tutti titoli a cui Dead Island deve molto.

Tuttavia...

Superate le prime ore di gioco e dopo aver rinunciato a fare un co-op decente....
Il gioco finalmente decolla.
Con l’andare avanti della trama e con lo sblocco delle varie location l’esperienza va via via migliorando pur continuando a manifestare una serie di imperfezioni , alcune anche gravi , che si porterà dietro fino alla sua conclusione e che rischiano di rovinare una partita lunga ore in pochi minuti.
Una su tutte quella che mi è capitata giocando con Logan -a lato-, il personaggio il cui punto forte è il lancio delle armi .
La skill tree di questo personaggio –fatta molto bene come del resto anche quelle degli altri tre- è costruita in modo da favorire appunto il lancio delle armi ad una mano. Fin qui tutto bene , se non che spesso le armi si ‘incastrano’ nell’envionment e spariscono . A volte è possibile farle ‘ricomparire’ tirando semplici calci ai corpi esanimi dei nemici uccisi ,  altre invece servono occhi da falco per andarle a vedere sul terreno.
Questo rallenta molto il ritmo di gioco , in primis , e , in secondis , fa rosicare parecchio , specie se quello che perdi non è l’armetta di livello 5 di bassa qualità , ma magari uno o più armi uniche ottenute facendo le quest. 
Segnalo anche un buon sistema di combattimento per quanto riguarda le armi melee ed una buona varietà di mezzi e metodì per compiere la propria personale carneficina zombie.
La trama non è niente di innovativo ma non per questo è raccontata male e non per questo non ci si riesce ad immergere nelle inquietanti atmosfere del gioco, sempre  sapientemente in bilico tra il mostrare un paradiso naturale (l’isola australiana di Banoi) ed un inferno in terra. 
Ci sono (e questo fa sempre piacere) molti oggetti collezionabili ed easter egg da scoprire  con cui il giocatore più curioso può sbizzarrirsi per diverse ore.

 
Infine:

Tenendo conto di tutto ci ritroviamo di fronte ad un titolo riuscito a metà perché oggettivamente imperfetto.
Al di là di questo Dead Island riesce comunque, specie  se si è appassionati come me del genere Zombesco e dei giochi free-roaming , a regalare ore e o ore di sincero divertimento .
Le location in particolare le ho trovate molto curate e l’area di gioco , se si tiene conto di tutte le parti sbloccate alla fine dell’avventura , risulta molto vasta e soprattutto varia per quanto riguarda le ambientazioni (passiamo infatti dal resort alla città passando per la giungla) .
Molto curati anche alcuni interni (quelli piu grandi e ad uso e consumo della quest principale).
Menzione d’onore per quanto riguarda l’atmosfera , che grazie anche ad effetti sonori ambientali parecchio azzeccati e ad  un buon mapping restituiscono a Dead Island un buon quantitativo di immersione.
L’esperienza di gioco insomma , per chi ha voglia di viverla , è piena, corposa ed intensa.
Personalmente ci ho passato esattamente 70 ore , ma potrei andare ancora avanti per raggiungere il level cap (60) e trovare i collezionabili rimanenti.
Non posso perciò essere contento del mio acquisto , ma contemporaneamente non posso non ammettere di avere un po’ di amaro in bocca per tutti quei difetti , anche gravi , che inficiano spesso l’esperienza totale.
Da appassionato di Zombie movie e videogiochi free roaming sarei tentato di dare un bel 8\10 a questo gioco , ma visti i difetti direi che non meriterebbe più di un bel 7 e mezzo (stando larghi).
Un’occasione mancata per un capolavoro? Direi proprio di sì.

A voi il bellissimo trailer "incriminato"
Dead Island Trailer from Savalas Sound on Vimeo.


lunedì, ottobre 17, 2011

Readability - per leggere meglio su internet

Questo plugin per firefox ( ma anche app per smartphone e tablet) permette di trasformare le pagine degli articoli che leggete in un formato molto piu , appunto , leggibile . 
In parole povere premendo l'apposito tasto in basso a destra una volta installato l'add-on , Readability escluderà dalla pagina tutti gli elementi potenzialmente 'inutili' alla lettura , come il layout del sito e i vari loghi.
Manterrà intatti i link , le immagini e i video relativi all'articolo e vi proporrà il testo 'depurato' secondo vostre precise  preferenze (settabili tramite un menù apposito interno al plugin) . 
Vi ritroverete insomma qualcosa di più pulito , con il font che avete deciso e la grandezza che avete deciso. 
Non è invasivo ed avete ovviamente la possibilità di ricaricare la pagina nella sua visualizzazione standard.

Una nota : Readability è concepito per funzonare a singoli articoli\post  e non per visualizzare interi siti web. 
E' consigliabile quindi utilizzarlo in combo ad un lettore di feed rss , che propone link ad articoli singoli.
Uno screen

Download 

Google Redesigned - un tema per i servizi google

Quando si dice: "anche l'occhio vuole la sua parte"... Il componente in questione è un plugin per Firefox puramente estetico che modifica , tramite l'uso di vari fogli CSS ( e quindi niente di invasivo ) l'aspetto di alcune Web-App fornite gratuitamente da Google .
Nella fattispecie le modifiche avranno effetto su GMail , Google Reader , Calendar e Documents.
Essendo un grande utilizzatore di Google Reader in particolare , non posso che esserne soddisfatto. 
Sicuramente superfluo ma anche accattivante ed ovviamente tutto gratuito.

 come si presenta il plugin in Google Reader
Download 

eBook anyone? prezzi piu convenienti entro breve?

Giusto poco tempo fà lessi una notizia che (sorpresona) faceva notare come l'Italia sia ancora arretrata dal punto di vista dell'editoria digitale.
Parliamo ovviamente degli eBook.
In Italia non va... perchè? Beh penso che sarà capitato a molti di sentirsi dire:  

"ah , come i libri normali" ,  
"ah io quando leggo un libro devo sentirne l'odore" ,  
"ah con gli ebook mi distruggo gli occhi a schermo".

 Tralasciando le prime due affermazioni, la prima una semplice tiritera alla "si stava meglio quando si stava peggio" e la seconda una poetica tutta olfattiva e personale molto poco oggettiva , è sulla terza che mi soffermerei un attimo.
C'è ancora gente che crede che un eBook sia un file .pdf o .doc e che gli ebook reader siano dei tablet o peggio ancora delle applicazioni per leggere gli eBook?
No dai non mi dite così.
Brevemente: gli ebook reader sono degli oggetti diversi dai tablet. Questi ultimi sfruttano la tecnologia dell' E-Ink , l'inchiostro digitale 
..che è una simulazione piuttosto credibile (vedere per credere) dell'inchiostro reale , tant'è che per leggere su alcuni Reader , quelli senza retroilluminazione , vi servirà una fonte di luce per non finire come Leopardi, proprio come per un libro vero.
Non nego che questi aggeggi costino e  che un vecchio libro pieno di annotazioni sia un ricordo ed abbia un rilievo sentimentale ben maggiore di un 'freddo' e costoso ebook reader con testi intercambiabili, ma sinceramente: noi qui si vive di ossigeno ancor prima che di ricordi.. ossigeno che viene anche dalle piante , dagli alberi , che buttiamo giù anche per questo .
Il disboscamento non avviene solo per l'editoria cartacea , è vero , ci sono molte 'ragioni' molto più decisive per cui abbattiamo alberi a culo in determinate parti del mondo.
Una di queste è senz'altro il bel sistema burocratico che adottiamo , basato su mille stampe di scartoffie potenzialmente inutli in un era quasi  totalmente digitale.
Un'altra bella fetta è dovuta all'arredamento e quant'altro .
Certo non possiamo attribuire ai libri di carta tutta la colpa... anzi forse parliamo di un minimo.
Il discorso è lo stesso della raccolta differenziata: incide pochissimo in un panorama  globale , ma comunque male non fà .
Certo è che se una cosa favorisce l'ambiente... bisogna , almeno secondo me , che venga supportarla ed adottata da tutte le popolazioni dette Civili.
Passare agli ebook , dopo una 'spesona' iniziale per il reader stesso (che è piu un investimento futuro che altro) , inoltre costa meno , e forse tra un pò costerà davvero poco , visto l'UE probabilmente abbasserà  l'iva degli eBook dal 21% al 4% (for the records:  per ora gli ebook vengono tassati allo stesso modo dei libri cartacei ).
Far calare l'iva rappresenterebbe un ulteriore incentivo , in addizione a quello ambientale (che spesso mettiamo erroneamente in secondo piano) .
Inoltre Amazon , uno dei principali distributori , diffusori e promotori  mondiali del mercato eBook decide oggi di proporsi come Editore a tutto tondo , invitando gli Autori a 'smollare' gli editori canonici -pur proponendo agli autori una linea cartacea parallela- e passare di fatto al digitale.

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