Il Covid-19 come opportunità di cambiamento

Il Covid-19 come opportunità di cambiamento Luca Lorenzelli 5 of 5
Facciamo finta che l'essere umano sia una creatura capace di imparare dai suoi errori, e facciamo finta che l' nCOV o Sars Cov 2 o ...
Facciamo finta che l'essere umano sia una creatura capace di imparare dai suoi errori, e facciamo finta che l' nCOV o Sars Cov 2 o più semplicemente detto Coronavirus , rappresenti l'occasione di un cambio di paradigma.
Cosa possiamo affermare di fronte alla situazione in cui questa malattia ci ha messo a livello globale?



Abbiamo capito:

che non siamo forti ne immortali

Siamo molto deboli invece. Come vedete basta un soffio, un virus neanche troppo mortale da parte della natura per far barcollare e forse crollare tutto il sistema economico e sociale che abbiamo imbastito.
In virtù di questo dato di fatto cosa dovremmo fare? Cambiare gradualmente ma totalmente il nostro modo di vivere , pensare, lavorare, essere.
Fino a ieri il fattore economico è sempre stato centrale in ogni discorso. A lui e solo a lui era affidato il nostro benessere. 
Sembrava quindi che l'economia fosse un moto naturale del pianeta , che il denaro come fine ultimo fosse un bene reale e immutabile, come se fosse stato inventato dalla natura stessa. 
Quindi si parlava solo di mercati, mercati, mercati, mercati e ancora mercati. Business più business più business. 
E quando qualche scienziato o qualche organizzazione ecologica (composta da scienziati) lanciava l'allarme sul cambiamento climatico e più in generale sui danni irreversibili che l'uomo sta apportando alla nostra casa (la Terra) molti negavano , molti ignoravano, quasi tutti facevano spallucce e continuavano imperterriti a fomentare il sistema che ci stava annientando (neanche troppo piano).
Non sono ancora chiare le origini di questo virus, non si sa infatti se derivi da un animale esotico trasportato in una metropoli dal bracconaggio oppure sia stato creato in laboratorio dagli americani per colpire l'economia cinese , oppure da qualche altro paese \ entità \ organizzazione. 
Non voglio parlare di questo ne scendere in complottismi vari, quel che voglio dire è che non è così importante perche' non cambia di una virgola le ragioni per cui il virus  è arrivato nel mondo civilizzato: money , money money. 
Solo e sempre soldi.
Se fosse vera la versione animale selvatico , sarebbe stato illegalmente sottratto al suo habitat naturale per essere venduto di frodo in un mercato  a scopo di lucro per sopperire alla domanda imposta dalla medicina tradizionale cinese. Se fosse stato creato in laboratorio sarebbe stato diffuso per scopi di lucro, per colpire un'altra economia a beneficio della propria. Punto.
Quindi non è molto importante in questo momento storico sapere i dettagli ma è importante capire che questo sistema non è ne solido ne salubre ne  per noi ne per il pianeta (che è poi come dire la stessa cosa anche se qualcuno sembra che tuttora non ci arrivi ancora).
Quindi buttiamo giù tutto? Tutto sbagliato , tutto da rifare? Secondo me no, però è necessario un cambio di paradigma che sia globale e che sia deciso: una rivoluzione culturale di massa.
Dobbiamo essere meno avidi, dobbiamo inquinare meno, dobbiamo cambiare stile di vita.

che lavoriamo, produciamo e ci spostiamo nel modo sbagliato

In questo periodo lo smart working sta avendo un boom inaudito e si sta assistendo al più grande esperimento globale in tal senso. Era già provato in piccola scala ormai da anni quanto questa forma di lavoro non collegata ad un luogo preciso ma al lavoro su obiettivi favorisse circa del 4% in più la produttività aziendale, risparmiasse bollette e energia alle aziende, e diminuisse sensibilmente l'impatto delle emissioni di CO2 nell'atmosfera.
Facciamo uno sforzo di immaginazione e pensiamo ad una società globale in cui la metà dei lavoratori (gli impiegati) non va in ufficio ogni mattina e non torna ogni sera con la propria automobile. Immaginiamo cosa potrebbe significare questo per l'aria che respirano i nostri bambini, per l'incidenza di tumori annui che fanno più morti del covid-19.
Prediligiamo quindi forme di lavoro innovativo e intelligente, e superiamo lo scoglio prettamente mentale che abbiamo (E che hanno sopratutto quadri e responsabili) di essere ossessionati dalla presenza fisica del lavoratore in sede in ogni momento per la spesso stupida necessità personale di avere tutti sotto controllo. Non è il momento di essere egoisti, non è il momento di restare ancorati ad una forma mentis lavorativa simile a quella del periodo post industriale. La tecnologia c'è , bisogna implementarla il più possibile (e mi riferisco alle reti internet che sono ormai un bene fondamentale per tutto quanto l'elettricità , l'acqua , il gas) e far si che lo smart working o lavoro agile diventi progressivamente lo standard.  Sullo smart working consiglio il Dataroom di Milena Gabanelli .
Allo stesso modo e sempre in ambito di produttività\ lavoro  è ora incentivare il più possibile le energie rinnovabili e forme di trasporto sostenibili.
Fino a ieri parlare di elettrico n Italia era quasi impossibile e a volte le obiezioni erano anche fondate, ma venivano tutte da una malcelata necessità futile dell'essere umano: ovvero rimanere ancorato sempre e comunque al vecchio e rimandare il più possibile il nuovo. Perchè? Perchè il vecchio è conosciuto , il nuovo è una scoperta, il vecchio è rassicurante , il nuovo è spaventoso.
La verità è che il vecchio ci distruggerà, e il nuovo è l'unica cosa che oggi possiamo tentare senza rimandare alla scoperta perfetta che mai arriverà o che arriverà troppo tardi. 
Trovare ogni scusa buona oggi per continuare così, è sport nazionale e sarà la nostra pietra tombale: e  allora "il diesel consuma meno" (anche se si parlava di emissioni il discorso verte sempre e solo sui consumi) , e ancora "l'elettrico non è la soluzione perchè per produrre energia si usano i fossili", verissimo ma quindi è meglio continuare con i fossili anche nelle carburazioni fino a che qualcuno non inventa le macchine che vanno a scoregge?
Sono semplici esempi di un modo di pensare che dobbiamo cancellare se vogliamo sopravvivere.
Questo virus ci sta dimostrando che il nostro lavoro, la nostra produttività , il nostro business sono una malattia per il pianeta e non una risorsa.
In poche settimane di fermo l'aria è tornata respirabile e stanno tornando alcuni animali , in Cina vedono di nuovo il cielo azzurro. 
In poche settimane, in pochi mesi.
Nel nostro produrre, per il bene della società tutta,  dobbiamo cercare di essere il più armoniosi possibile con la nostra casa, che è la Terra,  altrimenti sarà la terra a liberarsi di noi.

che l'egoismo di ognuno nuoce a ciascuno

abbiamo visto come incuranti le persone se ne fregavano altamente del virus , innalzando il numero dei contagi e dei morti di queste settimane di clausura obbligata. Andavano a fare l'aperitivo , l'apericena, si ammassavano nei locali e molte aziende hanno fatto orecchie da mercante per settimane lasciando il personale che potevano far lavorare da casa a rappresentare una forma di contagio per tutti e a pesare sul servizio sanitario nazionale.Ancora oggi molti non hanno capito che le mascherine servono agli operatori sanitari ed ai malati, non ai sani, e ancora oggi i prezzi di queste sono altissimi. Questi esempio di egoismo individuale e corporativo sono il motivo per cui i soldi non sono più un mezzo al servizio dell'uomo nello scambio reciproco di beni  ma un fine ultimo per chiunque.
I soldi sono oggi il veicolo della nostra avidità e del nostro egoismo.Egoismo che ci sterminerà tutti se non cambiamo mentalità ora.
Non sono un anti capitalista a prescindere, ma è piuttosto evidente che un sistema che si basa solo ed esclusivamente sul fattore della competitività reciproca e sul capitale come unico parametro del benessere ci porta ad estremizzare questo egoismo. Per tale ragione il capitalismo occidentale (e non solo) va modificato ed al suo interno deve entrare una cosa che lui (il capitalismo) non ha mai preso in considerazione: l'etica.
Oggi il coronavirus colpisce tutti, ma senza timore d'accuse di retorica posso dire che nei paesi sottosviluppati li capitalismo ha e fa morire molta più gente del covid ogni giorno. Questo perchè viviamo usando un sistema economico lineare in un pianeta assolutamente non lineare , a questo scopo consiglio la visione di questo ormai vecchio video di Ann Leonard.
Oltre a questo direi che è il popolo a dover cambiare e non la politica. Per anni abbiamo accusato i nostri politici ma essi non sono altro che lo specchio della nostra società. Per tale ragione, quando hanno operato i famosi tagli alla sanità che ora sono concausa dell'intasamento delle terapie intensive  noi non abbiamo deciso di fermare tutto sino a che non tornassero indietro ma sempre in virtù del succitato egoismo abbiamo lasciato correre, lamentandoci dei politici al bar coi colleghi e gli amici.
E' il popolo che deve cambiare mentalità ,ed è il popolo che deve bloccare tutto autonomamente e pretendere dalla politica il cambiamento, non il contrario. Ricordatevi che se nulla cambia è anche e sopratutto colpa nostra.

che l'anti-tecnologia, l'anti-vaccinismo e più in generale l'anti-scienza sono sintomi non soluzioni

Questa sorta di neo-luddismo di cui sono affetti molti in questo ultimo decennio, la fissa contro i vaccini che in passato hanno reso il mondo più sicuro e la sfiducia più totale nella scienza sono gravi sintomi di una società che fino a ieri si credeva stupidamente immortale, inscalfibile e infinita.
Provate ad immaginare questi giorni di quarantena senza la tecnologia che ci permette di comunicare in questo modo a distanza. Non serve sforzarsi molto, provate a pensare se il coronavirus fosse arrivato nei primi anni 90. Provate ad immaginare il danno economico e umano  che ci sarebbe stato se buona parte del settore impiegatizio oggi non potesse lavorare da casa , e il livello di isolamento sociale che staremmo raggiungendo ora se non ci fossero tutti i servizi online che rendono migliore la nostra vita in questi giorni.
Immaginate cosa significherebbe per il genere umano oggi un vaccino per il covid-19 e immaginate a che mani saremmo affidati se al posto dei nostri medici , dei nostri  infermieri  e di tutto il personale sanitario dedito alla scienza in questo momento nei nostri ospedali ci fossero preti , santoni e predicatori della domenica come succedeva in epoche ormai molto distanti dalle nostre
La scienza e la tecnologia sono una cosa neutra, una grande occasione o una grande maledizione, a seconda di come la si usa.
Come per la politica è uno strumento nelle nostre mani e siamo noi gli unici responsabili del suo corretto utilizzo oppure no.


che il coronavirus è solo un assaggio di quello che ci aspetta

Centinaia di migliaia di specie animali si sono estinte a causa del nostro modo di vivere, di  pensare di accumulare denaro. 
Tra non troppi anni intere città scompariranno probabilmente sotto il mare e gli eventi atmosferici estremi a cui abbiamo assistito con una frequenza sempre maggiore in questi anni continueranno ad aumentare.
Il fatto è che in natura esiste un certo equilibrio  che tiene insieme tutte le cose , e questo equilibrio è fragile. 
Dal dopoguerra ad oggi stiamo giocando col fuoco agendo in modo sconsiderato su questo equilibrio, e senza sosta. 
Dobbiamo cambiare modo di agire e pensare, o presto o tardi la natura ci presenterà un conto molto più salato di quello che possiate anche lontanamente immaginare.
Il Covid sarà un monito per l'umanità,  forse l'ultimo che ci sarà concesso. 
L'ultima occasione di cambiare radicalmente il nostro modo di impattare su questa terra. 
Molto probabilmente ci saranno danni economici folli in tutto il globo che ci porteranno ad una crisi economica con pochi precedenti (o comunque di proporzioni epocali). 
Quando ci ritroveremo tutti con le pezze al culo forse, dico forse,  sarebbe il caso di fare una sorta di reset e cambiare paradigma tenendo ciò che di buono abbiamo,  ma liberandoci una volta per tutte dai nostri vizi. 
Mi rendo conto che la cosa è complicata e difficile, ma è uno sforzo che dovremmo fare tutti insieme, anche perché l'alternativa è continuare così ancora per qualche anno o magari decennio per poi togliere finalmente il disturbo.
A noi la scelta.
Il Covid-19 come opportunità di cambiamento Il Covid-19 come opportunità di cambiamento Reviewed by Luca Lorenzelli on 3/17/2020 Rating: 5

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