Pirateria su Android e l'avvento della formula "in-app purchase"

Prendo spunto da una notizia di qualche giorno fa in cui MadFinger , software house creatrice di un gioco per smartphone chiamato Dead Trigger che sta riscuotendo un discreto successo, ha deciso di rendere il gioco gratuito solo su Android , mantenendolo invece a pagamento su Apple.
Quello che noto è che sono sempre di più i giochi che su Apple hanno un prezzo (a volte un obolo irrisorio) mentre su Android vengono proposti si gratis,  ma con un sistema di microtransazioni dentro l'applicazione stessa che rende difficoltoso il progredire ingame




Questo nuovo modo di 'fare business' si chiama In-App Purchase e di fatto non  è nemmeno tanto nuovo : basti guardare al panorama F2P (Free to Play) su PC per rendersi conto subito che avrà almeno una decina di anni.
Questo metodo ultimamente sta prendendo piede in modo massivo su Android e la causa principale è sicuramente la pirateria.
Secondo me gli sviluppatori hanno le loro buone ragioni , l’alternativa è quella di smettere di produrre per Android , e quindi delle due io preferisco così (sebbene non abbia mai pagato un centesimo per degli acquisti dentro un gioco).
Detto questo però vorrei fare una piccola analisi personale dei tanti perché su Android c’è tanta pirateria.

1.       Tempo fa  giochi e applicazioni Android erano molto meno curati che su iPhone

E da qui ne deriva che forse la gente ha anche meno fiducia di comprare un gioco a ‘scatola chiusa ‘ Android.
Quando sono passato ad Android per la prima volta , e venendo da Apple, ero davvero deluso dai giochi del market. Erano di una qualità veramente infima, i titoli validi si contavano sulla punta delle dita e persino i giochi casual (e quindi meno esosi) riuscivano ad essere più scarsi delle controparti Apple.
Col tempo la situazione è andata mano a mano migliorando fino ad oggi in cui il market (attualmente Play Store) è pieno di giochi che , almeno dal punto di vista tecnico , non hanno nulla da invidiare a quelli proposti su AppStore.
Può tuttavia essere rimasta una leggera diffidenza nell’utenza più anziana.

2.      Sul PlayStore ci sono molti meno controlli che su AppStore

E questa è un’arma a doppio taglio , perché se da un lato la libertà fa bene dall’altra inserisce insidie per i consumatori e truffe per i possibili acquirenti di un’applicazione…. Oltre al solito discorso della fiducia verso questo o quell’altro developer…Molti nel dubbio non comprano , se c’è una versione lite magari provano , ma spesso  nel dubbio, ricorrono alla .apk da fonti esterne…

3.      Su Android Piratare è facile

Su iPhone prima di piratare devi fare il Jailbreak installare applicazioni come Cydia etc etc e anche scaricare un .ipa da internet alla vecchia è spesso un’operazione scomoda.
Su Android non serve neanche il root. Basta un flag ed una semplice ricerca della .apk in google.
Oggettivamente l’utenza Android ha meno paletti e meno difficoltà a piratare che l’utenza Apple.

Detto ciò : sinceramente mi danno un pò fastidio tutti questi giochi con i soldi finti , le monete , i dobloni e i salca... acquistabili dentro l'app stessa , e poi a prezzi inconcepibili! Ho visto alcuni pacchetti arrivare sino ai 79 euro...
Tra le due preferivo spendere 79 centesimi subito che avere un gioco gratis ma in cui viene premiato solo chi paga.... ma tant'è , la colpa di questo è prima di tutto dell'utenza a mio avviso.
Come sarà il futuro dei giochi e delle applicazioni Android ?
Google pian piano reagirà stringendo un po’ la morsa ed avvicinandosi alla classica chiusura di Apple o lascerà che le cose evolvano da sole?
Non lo so , ma se fossi uno sviluppatore professionista mi porrei sicuramente delle domande  prima di sviluppare un gioco (sviluppo di per anche molto impegnativo) sull’OS di Google.
Pirateria su Android e l'avvento della formula "in-app purchase" Pirateria su Android e l'avvento della formula "in-app purchase" Reviewed by Luca Lorenzelli on 7/27/2012 Rating: 5
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