Spotify - perchè funziona


Spotify, l'omonimo servizio di musica in streaming on demand, è ormai conosciuto dai muri di tutto il mondo. Su questo argomento, dopo qualche mesetto di utilizzo (con account free) posso esprimere alcune mie impressioni. 

Non è una novità

O per meglio dire: non è il primo servizio di questo tipo che conosco e a dirla tutta la sua creazione risale addirittura al 2006. 
Il più valido tra i suoi simili è sicuramente Grooveshark, che permette, in forma totalmente gratuita e senza scaricare alcun client, di ascoltare musica in streaming in rete pescando da un database che per certi versi è anche più esteso di quello di Spotify. Un altro esempio di servizio simile può essere Deezer. Per quanto riguarda la musica in streming on demand Spotify è quindi l'ultimo, fortunatissimo di una lista di servizi più o meno validi di cui parlavo su queste pagine addirittura nel 2010. 
 Perchè allora Spotify sta avendo un successo così esagerato rispetto agli altri, seppur validi, contendenti?

Social delle mie brame

Innanzitutto Spotify, grazie ai suoi connotati social e al suo essere perennemente in pole position sul social Facebook (siccome furbescamente l'iscrizione si può effettuare da account FB) ha avuto una spinta sicuramente importante. 
Pensate che fino a qualche tempo fa l'unico modo di iscriversi a spotify era tramite account facebook, poi hanno fortunatamente tolto questo assurdo vincolo.
Non è solo aria fritta però perchè Spotify a tutti gli effetti è un servizio commerciale legale e che punta a due cose: il guadagno e la qualità. 
Il client che bisogna scaricare per utilizzarlo è infatti di ottima fattura ed è estremamente funzionale, sia per seguire i propri amici che per scoprire nuova musica e salvarla poi in varie playlist.

Lo streaming è molto fluido, il motore di ricerca interno veloce e le opzioni di condivisione e di ricerca di artisti simili a quello che si sta ascoltando è davvero utile (esiste anche in Grooveshark ed esiste, se è per quello, anche in Last.fm).
Il programma funziona anche come lettori di file locali ed anche qui non se la cava affatto male e sopratutto il servizio è gratuito...Ma allora su cosa ci guardagnerebbero?
E poi? Poi c'è il resto: le radio, le classifiche dei brani più ascoltati, i consigli per gli acquisti e tutto l'universo social che ci gira attorno.


I 'pacchi' dell'account free
 
Chiunque, provvisto di un personal computer ed una connessione internet, può scaricare ed installare il client su mac o windows e cominciare ad utilizzare il servizio subito  e dopo una brevissima iscrizione al servizio diventa quasi inutile, per il piratatore di turno, andarsi a scaricare i rar da qualche sito astruso o, peggio ancora, l'audio dagli scrausi (alcuni lo sono e alcuni no) video musicali presenti su youtube.
Quali sono le limitazioni?
Iniziamo dagli immancabili banner e popup omni presenti fino ai ben più fastidiosi (ma neanche tanto a dire il vero) messaggi pubblicitari audio tra una canzone e l'altra -che comunque non avvengono ad ogni cambio di brano- ma che effettivamente possono dare fastidio ai 'puristi'.
Chi non ha un account premium non può neanche utilizzare l'applicazione per dispositivi mobili, che è molto interessante perchè, previo login permette di pre-caricare offline i brani in modo da ascoltarseli in qualsiasi momento senza mai perdere un quattrino in rete dati....Ma il pacco totale, quello che secondo me spingerebbe di più l'acquirente a valutare l'acquisto di un abbonamento premium è la componente qualità.
Chi paga infatti potra sentire i brani ad un bitrate pari a 320kb, quando come standard per l'account free utilizza 160kb.
Quest'ultimo elemento, come già detto, potrebbe spingere molti (tra cui me in questo periodo) a valutare di passare a premium.

"Non è a buon mercato"

Oddio. Dipende dai punti di vista, Spotify nella sua versione più esosa viene circa 10 euro al mese, che se ci si pensa bene è un prezzo con cui al massimo ci compri un disco e mezzo su iTunes o simili, ma che in questo caso ti da completo accesso, con qualsiasi dispositivo, mobile e non, a tutto l'archivio (in crescita) di Spotify.
So che di questo a molti di voi non fregherà niente ma il bello di servizi come questi è che per una volta  si cerca di dare una vera, valida e legale alternativa alla pirateria, che con la banda larga per la musica (siccome i file sono sempre di dimensioni esigue a meno che non si scarichi in FLAC) è arrivata a ritmi in cui ormai siti e servizi come (c'era una volta) Napster o Audiogalaxy  sono totalmente inutili, sia da aprire che da fare chiudere.
Finalmente l'industria della musica lo ha capito e sta reagendo proponendo soluzioni facili, comode e furbe come appunto Spotify, che penso sia, attualmente , il servizio di questo tipo più usato al mondo.

30 giorni di premium gratis

Per chi volesse provare Spotify offre un periodo di prova del premium per ben 30 giorni in modo da testare l'effettiva qualità del servizio a pagamento. Devo ancora decidermi a farlo, segno che probabilmente la versione gratuita è tutta fuori che da buttare.
  
Masturbazione mentale, musicale ed altamente personale 2.0

A piè di pagina un breve rammarico:  troppa roba e troppo veloce. Pensateci: è un'arma a doppio taglio.
Mi ricordo, e so che non sono il solo, quando per avere un disco dovevo uscire di casa, prendere il bus, andare in centro ed affittare il mio cd dal negozio (per poi magari passarlo in audiocassetta).
Avevo molta meno conoscenza musicale, è vero, ma il fatto di guadagnarsela così la musica mi dava un gusto tutto diverso che scrivere due righe su un motore di ricerca e il fatto che ogni disco lo pagavo anche abbastanza caro mi faceva essere molto più selettivo.
Va beh dai, faccio scendere la mia ultima lacrimuccia da  vecchietto nostalgico e torno a godermi la comodità e l'innovatività di Spotify e simili!

In conclusione:

Già nella sua versione free Spotify ha raggiunto ottimi livelli di qualità e varietà di materiale, il tutto misto ad una semplicità ed immediatezza di utilizzo che ne fa un servizio di sicuro (e sopratutto duraturo) successo.


Per gli amanti del browser segnalo inoltre che a questo indirizzo è possibile utilizzare Spotify nella sua interfaccia interamente web based senza, di fatto, scaricare nulla.

PhilFree
Spotify - perchè funziona Spotify - perchè funziona Reviewed by Luca Lorenzelli on 6/24/2013 Rating: 5
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