Grazie Freak.


Grazie Roberto Freak Antoni per avermi insegnato a non prendermi mai sul serio, per avermi fatto notare, prima di tutti, già in tenera età che "non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti" e che alle volte l'unico modo per sopravvivere in un mondo pazzo che si crede normale è proprio "diventare dementi".
Tra i solchi delle rime baciate, volutamente bambinesche, tra "sbarbine" ed "eptadone" ed apparente superficialità si è sempre trovato il tuo volere dire "sono contro", sempre e comunque "e fino in fondo".
Contro non come ribelle 'macchietta', come quello che descrivi in "Sono un Ribelle Mamma" ma contro davvero, contro la banalità dei sofismi, contro ogni tipo di etichetta.
Muore oggi insieme a lui una delle band più sottovalutate del panorama rock italiano ma al contempo uno dei gruppi musicali più stioricamente importanti della mia città e di tutto il panorama musicale italiano.
Freak Antoni nello specifico era il vero fondatore del Rock Demenziale nostrano, da lui definito "sintesi di poesia surreale, cretinerie, improvvisazioni, paradossi, assurdità e colpi di genio". Per questo impopolare. Indicativo l'amore-odio con Elio e le Storie Tese, indimenticabili le spaghettate sul palco anzichè suonare, per poi raccogliere pomodori, finocchi, ravanelli e ortaggi da parte di tutto il pubblico. Storici i cartelli sul palco e quella pazzia intelligente che in pochi sapevano cogliere
Una controcultura diventata cultura per un personaggio davvero geniale che come molti geni non ha mai visto una sua vera e propria affermazione a livello popolare e commerciale, ma d'altronde lo si è sempre detto degli ascoltatori a cottimo: "siete un pubblico di merda, applaudite per inerzia".
Grazie Freak, spero che lassù ci siano Gelati e Kinotti in abbondanza.




qui tutto lo spettacolo: Non c'è gusto in Italia ad Essere Intelligenti

Grazie Freak. Grazie Freak. Reviewed by Luca Lorenzelli on 2/12/2014 Rating: 5
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