La diversità ai tempi dell'italietta

In questo paese chi fa un salto fuori dal seminato, in qualsiasi campo ed in qualsiasi contesto viene visto di cattivo grado, perchè come diceva una canzone di Caparezza: "per carità\molto meglio la banalità".
I ricercatori con delle idee devono creare kickstart personali, raccogliere fondi affidandosi al passaparola e nelle grandi aziende raramente viene premiato il merito, l'idea, ma quanto più la fedeltà. 
La parola meritocrazia corrisponde oggi alla parola "lecchinaggio sistematico e costante dei culi giusti", la parola "diritto" si mischia con la parola "privilegio", la parola "dovere" si mischia con la parola "apparenza" e con la parola "schiavitù". 
E le menti pensanti, le menti di vero valore, non solo scientifico, messe all'angolo ed isolate costantemente, vengono sempre più spinte in modo ormai quasi fisiologico verso paesi esteri in cui l'estro, il genio ed appunto la diversità non sono caratteri visti con diffidenza come ostacoli all'ordine costituito, come mine vaganti, come soggetti scomodi, ma come grandi risorse umane. 
Fino a che non cambieremo mentalità non ci accorgeremo mai di essere tra i migliori al mondo in fatto di invenzioni, di idee e spesso di innovazione e di rinnovamento artistico. Studiate la nostra storia per capire quando ci siamo fermati dall'essere i veri innovatori d'occidente. 
Ci autocommiseriamo, ci autodeclassiamo perchè non vogliamo ammettere che da noi tutto è apparire e nulla più è essere. 
Qui passano e vanno avanti solo i "servi" e solo quelli che appaiono meglio, gli uomini invece, quelli pensanti e non irregimentabili, non allineabili e non compatibili con uno standard preconcetto plasmato e modellato sulla mediocrità come punto di riferimento piuttosto che come difetto, al contrario vengono messi in un angolo, costretti a fare finta di essere mediocri per sopravvivere, o a fare, un passo alla volta, una neanche tanto lenta marcia verso altri luoghi. 
Fortunatamente io non sono mai stato un genio, solo ho sempre pensato con la mia testa (che di certo non brilla di luce propria) e questo forse mi ha reso diverso agli occhi di qualcuno. Non amo gli allineati, non amo gli arrampicatori sociali, non amo i privilegiati, non amo la mentalità italiana. E' più corretto dire, (visto che ho aperto con una citazione di Caparezza ora chiuderò con un'altra dello stesso) "tu sei nato qui perchè qui ha partorito una fica", non ho mai avuto altro che questo in comune con questo popolo...Ne mai lo avrò (spero).
La diversità ai tempi dell'italietta La diversità ai tempi dell'italietta Reviewed by Luca Lorenzelli on 12/04/2014 Rating: 5
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