Backcountry film - recensione di un tutorial su come morire in campeggio

La recensione di Backcountry, film 'horror' in italiano. Uno streaming di scemenze. Il significato  di Backcountry è "terra di confine" ed anche questo film in effetti è terra di confine, terra di confine tra la demenza dei protagonisti e il doppiaggio da teletubbies che hanno deciso per la versione italiana.


Survive. Si, al film però.
Prima che partiate per il campeggio anche voi, amici dell'horror, ve lo dico subito: mettetevi l'anima in pace perchè qui prima di avere un particolare (semi)scabroso dobbiamo aspettare 38 minuti e dopo non è che poi  vada molto meglio. Aspetteremo tanto, direte voi, ma ne varrà la pena..Poveri illusi.
Un pò di anagrafica: il film è diretto dall'attore (ti prego torna a farlo) Adam MacDonald nel 2014, ed è ambientato nella sua terra natale:  il meraviglioso Canada. Pare pure esser tratto da una storia vera, anche se si può far fatica a credere che qualcuno agisca in modi così sconsiderati nella realta...Perchè?
Innanzitutto partiamo dalle scemenze di proporzioni cosmiche, quelle impossibili da non notare: una coppia di sgargiuli, per idea dello sgargiulo maschio (Jeff Roop), si avventura in un'esperienza di campeggio 'selvaggio', ovvero fuori dai normali sentieri e aree di sosta consentiti e più utilizzati. Bella idea dai, considerato sopratutto che l'amico fritz si spaccia pure per espertone delle zone (che aveva visitato tipo due volte a 10 anni) e che l'idiota (ops) decide per giunta di partire senza uno straccio di  mappa e di lasciare in macchina il cellulare della sgargiula femmina (aveva paura che stesse su whatsapp tutto il giorno).
Manco a dirlo i due si perdono quasi subito, e quindi  si potrebbe ora pensare che l'horror in questo film consista nel lapidamento dello sgargiulo maschio ad opera della sgargiula femmina (e avrebbe anche il suo senso a questo punto), ma no perchè si salva in corner con una proposta di matrimonio (scusa evergreen 100% funzionante ma che si può usare una volta sola e mi spiace amico ma tu te la sei giocata per niente). 

 "chissà perchè non me la da"

Tuttavia anche la sgargiula femmina (Missy Peregrym) che  non è, evidentemente una pronipote di Einstein, nei primi minuti di film quando manco avevano ancora finito di montare la tenda e lo sgargiulo maschio era ito a fare legna, dedice di impezzarsi un escursionista di passaggio (ilbravo Eric Balfour, già visto in Non Aprite Quella Porta del 2003) talmente simpatico da sembrare uno psicopatico che vive nei boschi e che, dice, si guadagna da vivere accompagnando sfigati come loro attraverso la boscaglia. Dopo una lauta cena di pesce offerta dal presunto maniaco egli se ne va con aria di sfida e minaccia e i due sgargiuli vanno a letto irrequieti. Nella realtà dopo un incontro così tutti noi avremmo fatto retrofront e saremmo tornati alla macchina alle prime luci dell'alba, ma loro no! Perchè loro devono per forza arrivare al salcazzo peak point de noantri.  E va be. 
La notte dopo qualcosa ruba loro le scorte di cibo, ma lo sgrargiulo maschio (grande esperto) dice tutto ok perchè era solo un procione di cui lui riconosce gli escrementi (erano buoni?).
Insomma avrete capito che l'andazzo è questo: il film prosegue con una lentezza ed una noia disarmante fino all'ultima mezzora in una sequela di scemenze dietro l'altra, condite tra l'altro da dialoghi al limite dello spot per famiglie e spesso molto aderenti alla dialettica dei teletubbies che con la magia di un doppiaggio fatto con i piedi ci fanno arrivare alle ultime fasi emozionati e interessati al finale come fossimo bambini ad una fiera di macchine agricole.
Ma attensione siore e siori: se è vero che  il film procede alla teletubbies maniera, bisogna dire che poi finisce alla Masha e Orso (senza Masha) maniera: 


[SPOILER] con somma gioia finalmente madre natura sottoforma di un orsone nero ci toglie di torno lo sgargiulo masculo venendo a prenderselo direttamente  in tenda (evidentemente anche se sei orso la pagnotta bisogna guardagnarsela) liberandoci così per un pò dagli odiosi dialoghi banali e doppiati male. La sgargiula femmina shockata e sola corre tra le fresche frasche urlando e sbattendo la capoccia contro ogni arbusto che trova fino a che, dopo aver chiesto aiuto ad un cervo (?), trova una provvidenziale canoa con la quale risale il fiume e ritrova Brad (Balfour) che...Corre per soccorlerla. 
No No No, wait a minute. Caro regista, tu mi stai dicendo che per venti minuti  me lo hai disegnato come un potenziale eremita squilibrato e che poi  però  me lo ritrovo come il ranger provetto del parco dal cuore grande come una casa? Perfetto! Ottima mossa. Visto che era l'unica cosa interessante che c'era nel film perchè non rovinarla in due nanosecondi di sequenza finale?[SPOILER].

Avrei voluto poter scrivere che il significato di questo film sia una sottile metafora tramite la quale il regista ha voluto far capire che con la natura, così dura, così raw, pura e semplice non si scherza...Ma non posso, anzi direi proprio che la morale film è un'altra ed è duplice: 
1- se sei un coglione sprovveduto  magari evita di andare a fare backcountry o il salcazzo di altra attività da hiking estremo da solo, senza mappa e col cellulare in macchina per far colpo sulla tua ragazza figa (portala al mare a mangiare il pesce come tutti i cristiani, per Dio!),
2- se sei un appassionato di horror prima di perdere un'ora e mezza della tua vita a guardare film come questo leggeti la recensione di uno che c'è passato prima di te, cliccando sul tasto "segui" in alto a destra di questo articolo :P 


Backcountry film - recensione di un tutorial su come morire in campeggio Backcountry film - recensione di un tutorial su come morire in campeggio Reviewed by Luca Lorenzelli on 7/26/2015 Rating: 5
Powered by Blogger.