Kristy - recensione e spiegazione finale

La scena dopo i titoli di coda che svarione è? Ecco l'inaspettata quanto inutile recensione del film Kristy ad opera di uno che,non andando in ferie,passa le serate estive a guardarsi i peggiori film dell'anno. Ma fortunatamente non è questo il caso.


Ecco qua. Tu ti sei guardato\a la locandina e hai subito pensato: eccallà la nostra Kristy, ennesima teenager vittima indifesa e stupidina dei soliti serial killer invasati protagonista del solito survival a lei dedicato. 
E invece no, stavolta c'hai preso solo a metà: lei non è Kristy, lei  è Justine. Segni particolari: ha un fisico da sballo e spacca i culi.  Si perchè  vedi amico  lei ha il faccino da innocente e sprovveduta ma in realtà è un incrocio tra Einstein, Chuck Norris e MacGyver.
E non per dire ma lei qua ha avuto il coraggio, da squattrinata lavapiatti, di andare a fare il college (vincendo una borsa di studio) finendo in una tana di insopportabili figli di papà sfondi di soldi (che è forse peggio dello sfuggire a dei serial killer in un survival, o quantomeno come esperienze se la giocano a dadi). 
Lei (LEI!) ha avuto le palle di mettersi con un damerino inutile (ai fini del film) che sembra uscito da Dawson Creek, di avere amiche sofisticate che le passano chiavi di  BWM a uso ridere come fossero Fiat Panda, e come se non bastasse ha anche saputo dire di no alla festa del ringraziamento dei suoi genitori perchè doveva studiare ( a secchionaaaa).
Il fidandazato di Justine
Ora sarebbe anche umano che tu ti chiedessi  il  perchè una così deve stare con uno  che sembra Dawson, ma infondo non ce lo siamo sempre chiesti tutti anche con Katie Holmes? Ed abbiamo mai trovato una risposta decente forse? Andiamo avanti.
Questa completa rinuncia alle vacanze in favore del dovere e della responsabilità cosa ha prodotto per noi spettatori vogliosi di sangue? Ha prodotto l'ambientazione perfetta per un survival movie. Ovvero una ragazza scantata e in gamba che rimane 'bloccata' da sola (o quasi, visto che le guardie e i custodi qui non brillano di utilità e sagacia) in uno sconfinato campus universitario per tutta la durata del famoso thanksgiving break. 
Piove sempre sul bagnato, e nel momento stesso in cui folle oceaniche di studenti viziati tornano di corsa alle loro rispettive dimore da nababbi per assaporare tacchini ripieni di ogni porcata e smaronarsi in famiglia la nostra dovrà affrontare gente poco raccomandabile come Ashley Green col cappuccio rosa.
L'ambientazione dicevo,  è la prima cosa che si apprezza contornata com'è da una fitta nebbia a banchi onnipresente e molto scenica. Il tutto si differenzia quindi  in maniera piuttosto netta da quelle solite casone americane  in  segatura, cimitero indiano in cantina, a tre piani  e sparse in culonia cui questo tipo di film (survival appunto) ci ha abituato negli anni.
No, qui si tratta di una pellicola  girata direi più che sapientemente dal regista di origini inglesi  che ci regala una prestazione da veterano del genere  horror-thriller ( di cui Kristy è di  sicuro rappresentante) con un ritmo sempre serrato, sostenuto, veloce, che non annoia e fa contenti mamme e bambini (oddio bambini forse no).  La continua ricerca dell'azione trasmette una raffigurazione vivida e realistica del concetto madre del film: quello della caccia
 Le riprese veloci,  la cura nel montaggio ed anche un budget (c.a. 7 milioni di $) decisamente superiore alla media degli horror 'riempitivo\stagionali' come questo permettono a Kristy di restituire allo spettatore una resa eccellente in termini di  tensione. 

qui potete ammirare la qualità dell'inquadratura, l'atmosfera tesa del campus e perchè no il telaio di Justine


A migliorare e non di poco il tutto abbiamo anche una direi più che ottima interpretazione della attrice protagonista  e della sua comprimaria e genesi (con cui recentemente ero stato un pò cattivello qui). 
La Bennett in particolare è al centro di tutta l'azione e per la breve (86min) durata del film la fa da padrone e non solo regge ma ci offre anche una performance invidiabile [spoiler] sia come preda che come cacciatrice che durante la sua 'metamorfosi'[/spoiler].
Ora che ho più o meno scritto tutto ciò che funziona nel film ecco  ciò che in un qualche modo personalmente condanno giudicando questo film una mezza occasione sprecata di ricevere un nuovo Sinister (il produttore è lo stesso) o quantomeno di staccarsi di netto da un (molto simile concettualmente) The Strangers.

[SPOILER]Ciò che manca è la decisione di cosa fare da grandi. 
Mi spiego meglio: capisco che il film è breve e che il fucro di tutto è la caccia spietata (e la sua raffigurazione plastica) di cacciatore contro preda e sucessivamente quella di preda che scopre le sue doti celate di cacciatore, e che questo sia il centro del mondo per i film di questo tipo....
Ma se tu poi vai oltre e dai allo spettatore un "la" poi devi fare tutto il concerto perchè se no gli spettatori ti tirano le melanzane e fanno bene! 

Modello numero 4: settara punkabbestia
 Ed a livello semantico quindi il "la" è stato, sin dal titolo, tutta  quella pappardella sul termine Kristy, il cui significato letterale è "seguace di Dio" e che quindi ti ha spinto, caro il mio writer, a menarmela sul fatto della setta, supertecnologica senza un motivo, che invece di mangiarsi il tacchino come ogni ciccione americano che si rispetti, il giorno del ringraziamento gira per la città a cercare delle poverette da identificare come il bene assoluto (cazzi loro poi, visto il finale) su cui sfogare le proprie ire represse da ex-teenager già appena un pochino invasati ed infine farcisi un bel selfie da uppare sul loro server di maniaci disperati. 
Ma a me sta bene sai? Voglio dire, mi piace che me la meni con ste cose e che mi vuoi fare il pippone, ma poi nella conclusione del tutto mi devi far chiudere il cerchio, altrimenti facevi prima a lasciare perdere tutto il background setta e cavartela come in altri film spiccatamente Survival dove la spiegazione non veniva neanche fornita. 
Tra il non fornire spiegazioni e il fornire spiegazioni banali da inizio a fine film io, e penso anche di parlare per la maggioranza degli spettatori, preferisco di gran lunga il non darne. 
Potevamo rimanere semplicemente alla caccia ed alla contrapposizione netta tra il bene e il male con conseguente inaspettato rovesciamento della frittata (trovata invece riuscitissima). [/SPOILER]
In definitiva: il film è girato e recitato davvero bene ed è anche breve quindi direi che lo si può andare a vedere senza colpo ferire, magari storgendo un pò il naso per alcune idee accennatte  e mai sviluppate.
 Nel salutarvi vi ricordo che, se anche voi come me, amate l'horror potete cliccare segui in alto destra di questo articolo per seguirmi visto che, come si evince, ne guardo e recensisco parecchi!

ps: qualcuno ha capito la sequenza contenuta dopo i titoli di coda? Se era un tentativo di riprendere un finale ovvio be, dite al writer che non c'è riuscito manco per un c.

ps2: un consiglio...Guardatelo in lingua orinale, la Bennet ha una bella voce e si apprezza tutto di più.

 
Kristy - recensione e spiegazione finale Kristy - recensione e spiegazione finale Reviewed by Luca Lorenzelli on 8/06/2015 Rating: 5
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