The Colony - recensione e spiegazione finale

Recensione del film horror The Colony con Laurence Fishbourne. Una sorta di horror fantascientifico condito, ahimè, dalla solita retorica ambientalista made in USA.

nb: non è Frank Gallagher

Chiariamoci subito: quando scrivo "retorica ambientalista made in USA" non intendo "retorica ambientalista" ma proprio "retorica ambientalista made in USA".
Gli allarmi ambientali sul surriscaldamento ed anche le teorie sui cambiamenti climatici indotti  infatti sono un tema a me molto caro e che giudico da sempre serio a prescindere. 
Ciò che considero retorica invece è proprio quella usanza tutta hollywoodiana ed ammerreghena di 'risvegliare le coscienze' dietro una macchina da presa per poi continuare ad essere, imperterriti, uno dei paesi industrializzati più inquinanti ed assassini dell'ambiente  (nonostante la recente propaganda di Obama, anche lui affetto da annuncite fine a se stessa come il nostro Matteo 'sbloccaitalia' Renzi) che si siano mai visti sulla faccia della nostra tanto amata quanto martoriata Terra.
Ipocrisia insomma, caratteristica tipica di certa America del nord quanto lo sono  gli hamburger e le muscle car (lo dico anche perchè negli USA ci ho fatto due viaggi ben distinti, uno e due).
Premesso ciò, parliamo un pò di questo The Colony.

Anagrafica

Il film è del 2013, è diretto da Jeff Renfroe ed il genere è semplice da dire vista la presenza del sempre più lievitato  (sembra sempre più un *calzone integrale con i semi di sesamo) Laurence Fishbourne: siamo di fronte ad un film di fantascienza. "E tu che recensisci praticamente solo horror che te ne fai"  direte voi. Innanzitutto ogni tanto bisogna variare e visto che sto per diventare papà direi che prima di dover variare con Peppa Pig mi converrà godermela. Oltre a questo dovete sapere che il film si colloca piuttosto bene tra tre generi diversi: azione, horror e appunto fantascienza.
Ricorda Alien (l'interno e il buio della colonia) e Matrix (scene d'azione), senza però avvicinarsi mai neanche da lontano ai loro livelli qualitativi ed alla loro importanza storica per il cinema.

*il calzone integrale

Trama (contiene spoiler)

Ready. Set. Go. 
Il mondo è sommerso da una neve che arriva fino alle punte dei lampioni, la nevicata dura da anni e non c'è verso di farla smettere. 
Neanche a dirlo i responsabili di tutto ciò siamo noi piccoli parassiti umani che abbiamo ben pensato di costruire immense strutture in grado di modificare il clima (gombloddo?) ma siccome  non eravamo di fronte ad un climatizzatore daikin, non siamo madre natura e non avevamo letto il manuale di istruzioni la situazione c'è sfuggita di mano trasformando il pianeta Terra in un enorme ghiacciolo della lidl (senza aromi chimici al limone).
 
*la figa
La pellicola segue  da vicino le vicende di una comunità di sopravvissuti stanziati in una  piccola colonia sotterranea nella quale coltivando certosini e come tanti piccoli aiutanti di Babbo Natale, tante piccole sementi. Oltre a questo nella Colonia 7 ci si intrattiene allevando prodotti ittici ed ovini, sia per la sussistenza sia per la remota speranza, in futuro,  di trovare un luogo  in cui non nevichi (cioè un posto in cui qualche idiota non si è ancora messo a giocare nella sala comandi di una stazione metereologica).
Come in ogni  gruppo umano cinematografico che si rispetti c'è il *buonone figaccione (Kevin Zegers) la figa *figacciona innamorata (Charlotte Sullivan), il saggio leader del villaggio (Laurence Fishburne) e l'idiota aspirante leader *malvagio del villaggio (Bill Paxton). Quest'ultimo sparerebbe seduta stante a chiunque starnutisca...E ad un certo punto comincia a farlo veramente!
Si perchè il terrore più grande all'interno della colonia è una semplice influenza, che in un ambiente angusto come quello sotterraneo e senza le dovute strutture mediche si equipara ne più ne meno ad una delle tante epidemie di peste bubbonica del tardo medioevo.

*il figo
Nelle prime decine di minuti il registra ci caratterizza discretamente i suoi personaggi, poi decide di rendere la cosa interessante facendo arrivare un SOS da una colonia 'vicina' (quando fuori c'è l'era glaciale e fanno meno ventordici gradi "vicino" è un termine che è sempre opportuno virgolettare).
Come pirl...ehm come eroi una delegazione (composta guardacaso dal figaccione, dal saggio del villaggio e da un coraggioso bimbominkia readytodiefirst) parte verso l'altra colonia per andare a vedere che diavolo succede...Ma, si sa, la curiosità al cinema è quasi sempre di pessimo auspicio.  

Dopo mille peripezie che non racconto perchè se no il film non ha più senso guardarlo, arrivano alla colonia che ha lanciato l'SOS e qui scatta la parte decisamente più horror ed 'ad alta tensione' del film. 

*il malvagio
Ad accoglierli al calduccio in questo ambiente dal design cyberpunk ci sono dei simpatici individui intenti a fare un bel brunch a base di coscie pelose mozzate (tramite l'utilizzo di non proprio tecnologici coltelli da macellaio) e che si dimostrano sin da subito estremamente euforici alla vista dei nuovi ospiti. C'è da capirli: era proprio il momento del dessert!
Da questo momento preparatevi a fare i conti con famelici,  selvaggi e crudissimi (ai livelli di The Road) cannibali  pronti a tutto pur di farsi un gustoso panino con le vostre interiora (così come fanno in Puglia fanno con l'agnello). Preparatevi ad una sequela di scene action all'americana e al che i personaggi saranno così pirla da farsi seguire fino a  casa,  lanciando di fatto  EXPO 2045: Nutrirci DEL pianeta. 

Come si può dedurre il già precario equilibrio della Colonia ben presto collasserà (anche a causa di alcuni impropri utilizzi della dinamite senza indossare i fottuti DPI -dispositivi di sicureza individuale-)  e tra i protagonisti si creeranno  nuovi e pesanti rapporti di forza.
Il tutto si sussegue a scazzottate, coltellate, sparatorie  e morsi fino ad un epilogo non solo scontato ma anche un pò 'castrato' ed 'irrisolto' che vi lascerà (se siete come me) con un pò di *amaro in bocca.

*l'amaro in bocca
finale

C'è da dire che Il film in se non è male, è girato decentemente, ha davvero una bella fotografia ed una ambientazione ben realizzata e d'atmosfera. Persino la trama, seppur non troppo sviluppata, non è male e gli attori sono generalmente di livello piuttosto alto.
Solo che con un budget del genere ed una realizzazione tecnica sopra la media se la potevano giostrare anche  un pochino meglio e non lasciare alcuni punti totalmente scoperti con la scusa della sopravvivenza. Ok la sopravvivenza è tutto, ma a quel punto lo spettatore ha due domande:  1- c'è davvero questo luogo, questo buco di culo di cielo in mezzo ad una tempesta infinita, in cui splende sempre il sole?  e 2 - i sopravvissuti ci arriveranno? E se si, cosa li attende?
Si poteva immaginare un finale vero almeno. Qui manca solo il "to be continued" sinceramente. O magari anche più finali alternativi se si era indecisi. I presupposti per un bel colpo di scena ci stavano tutti come quelli di un bel lieto fine.
I protagonisti potevano raggiungere anche una bella area assolata invasa dai cannibali o da una setta vegan integralista che lapidava i newcomer appena tiravano fuori un controfiletto....Si poteva pensare a tutto ma quel nulla disperso tra la neve che ti lascia il film dopo la sua visione che senso ha?


DISTRIBUZIONE (L'ANGOLO DEL COLLEZIONISTA)

The Colony è disponibile in lingua italiana su Amazon sia in versione Blu Ray che DVD
 




The Colony - recensione e spiegazione finale The Colony - recensione e spiegazione finale Reviewed by Luca Lorenzelli on 8/12/2015 Rating: 5
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