Un anno di Microstock, come vendere le proprie foto online - considerazioni e consigli per chi inizia nel 2016


Considerazioni dopo un anno di Microstock e consigli a chi inizia adesso a vendere le proprie fotografie online.
In realtà si parla di un po' più di un anno. Ho infatti cominciato seriamente ad agosto 2015 (anche se la mia prima iscrizione ad un' agenzia è datata 2013) ed ora siamo a quasi fine ottobre 2016. 
Ad ogni modo quello in cui ho cominciato io, e quello in cui comincerete voi se decidete di intraprendere questa esperienza, è un periodo che non si può proprio definire quello d'oro per il mercato del Microstock.
Cerchiamo però di non correre troppo e spieghiamo, per chi non lo sapesse (anche se è strano che non lo sappiate visto che siete finiti su questo post probabilmente cercando su google)

che cos'è esattamente il Microstock.
 
S'intende per Microstock la vendita online di materiale creativo esclusivamente in formato digitale. E con questo abbiamo chiarito il termine Stock, Micro invece deriva purtroppo dalle piccole commissioni che arrivano all'artista produttore del materiale.
La vendita avviene tramite delle agenzie, spesso americane, che si occupano di tutto ciò che non sia la produzione del materiale e la sua indicizzazione, ovvero si occupano della parte più complessa per ogni artista creativo che voglia vendere online. Chi ha già provato a vendere tramite siti cosiddetti POD (Print On Demand) come Fine Art America sa bene di quale parte parliamo: quella relativa al marketing, al posizionamento sui motori di ricerca, e last but not least la pura e semplice pubblicità.
Nel microstock, previa corretta indicizzazione e keywording, potete 'affidarvi' alle sapienti mani delle stesse agenzie e dei loro numerosi partner.
Le commissioni possono essere di un 20 30 40 a volte anche 50% sul prezzo pagato dal cliente ma spesso le vendite più ricorrenti sono a pochi centesimi di euro o di dollaro e l'agenzia si tiene quasi sempre la parte più consistente dei profitti.

La parte interessante è che vendendo sotto licenza royality free manterrete i vostri diritti d'autore sull'immagine e perciò potrete vendere le vostre foto infinite volte nel tempo.
Fatta questa breve ma doverosa premessa per chi è totalmente a digiuno in materia di Microstock passiamo alle mie personali esperienze in questo campo e ad alcune 'dritte' che posso darvi per aiutarvi a farvi un'idea concreta ed ingranare.
La parte seguente e infatti dedicata a chi già sa cos'è il Microstock ma non ha ancora cominciato ed é ovviamente pieno di domande.
Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza rispondendo ad alcune delle domande più ricorrenti in rete su questo modello di business, domanda numero 1:


La risposta è molto soggettiva. Dipende tutto dall' approccio che usate quando vi affacciate a questo mondo.
Se siete tra quelle persone che credono in internet come un modo per fare soldi facili (come d'altronde promettono molti siti di dubbia serietà) allora potete già smettere di leggere perché il Microstock non è un modo per arricchirsi senza lavorare.
Come ho già detto le commissioni non sono alte, diciamo che un buon 50% di quello che guadagnerete verrà da vendite che non supereranno i 0,50 centesimi di euro o dollaro. D'altro canto però sono molto numerose e ripetitive nel tempo.
Chi si affaccia a questo mondo deve farlo con un piglio molto realistico e mollare assolutamente l'idea che il Microstock sia una gallina dalle uova d'oro pronta ad elargire denaro al primo che passa in modo passivo.
Detto ciò va detto che, sebbene il mercato sia molto saturo (perché questo business è nato ormai 10 anni fa) lo spazio di manovra per chi ha buona volontà, talento ed anche un certo occhio per i soggetti giusti, c'è ancora.
All'inizio vi dico già da subito che non ne varrà la pena perché sarà un lavoro piuttosto consistente a fronte di un iniziale guadagno ridicolo ed anche una certa frustrazione dovuta ai rifiuti che subirete dai revisori (ne parleremo più avanti).
Tuttavia bisogna sempre tenere a mente che questa attività ha una forte inerzia e quindi va concepito come un progetto a lungo se non lunghissimo termine.

L'obiettivo è crearsi un portfolio solido e sempre crescente di foto che vendono, e non tutte le vostre foto venderanno, questo sappiatelo è fisiologico.

"detergents, fabric softeners[...]" venduta 55 volte da Set.2015 a Ott.2016
Quanto tempo ci vuole prima di vivere esclusivamente di Microstock?

A questa domanda non posso rispondere in modo certo in quanto io personalmente ancora non ci vivo, posso solo dire che da quando ho cominciato a farlo seriamente (e per seriamente intendo circa 6/7 ore la settimana), sto vedendo fortunatamente una crescita costante -e motivante- dei miei guadagni pur rimanendo, per ora, ad un semplice arrotondamento di stipendio di qualche centinaia di euro al mese (che comunque schifo non fa).
Tenete conto che a agosto 2015 ho guadagnato una decina di euro e ad agosto 2016, quindi esattamente un anno dopo,  ne ho tirati su più di 100 e che quindi la crescita c'è stata e c'è ancora, perché l'ultimo mese l'ho chiuso a circa €125.
Nel primo anno di microstock mi sono comprato una nuova mirrorless di alto livello con due obiettivi di qualità, tanto per concretizzare e per far capire quanto io stia investendo in questo progetto.
Ad ogni modo vi invito a prendete queste cifre con le molle perché io sono io, voi siete voi, e non tutti i fotografi, videomaker o musicisti che intraprendono il Microstock hanno lo stesso tasso di crescita.
In rete girano commenti di persone che affermano di arrivare a guadagnare anche €500 al mese con un portfolio medio
come il mio che si aggira intorno alle 600 immagini (per "portfolio medio" intendo una media tra tutti i portfolio che ho online, alcuni a 300 item, alcuni a 1000).
Saranno più bravi loro immagino oppure avranno cominciato prima che il mercato si saturasse, oppure gonfieranno il tutto?
Non lo so e non lo potete sapere voi, quello che possiamo sapere è che per chi prende seriamente questo mestiere (perché di mestiere si tratta) lo spazio di manovra c'è ma bisogna avere pazienza anche perché sono fermamente convinto che, sebbene la pubblicità ce lo continui a ripetere: i soldi facili non esistono.
Personalmente seguendo il mio trend di crescita ho ipotizzato di riuscire creare uno stipendio da part-time in circa 5 anni di duro lavoro ed uno stipendio da full time in circa 10 anni, ma le ipotesi sono ipotesi e la storia è ancora da scrivere.
Badate bene: Non voglio scoraggiarvi. Semplicemente voglio essere realistico perché siamo nel 2016 e le agenzie (tutte le agenzie) sono veramente sature di immagini, di milioni di immagini, di video di file audio, di grafica vettoriale e quindi non è facile trovare soggetti giusti, ovvero le cosiddette nicchie di mercato.


"Civita di Bagnoregio" venduta 26 volte da Sett.2015 a Ott.2016

Da dove cominciare?

Ok. Non ti sei dato per vinto e sei deciso a continuare: Bravo! Questo è lo spirito giusto. 
Allora devi sapere che le agenzie di Microstock sono tante (decine direi) e personalmente sconsiglio di lavorare solo con una. Anche se molte agenzie premiano il collaboratore che lavora solo con loro (es. iStock) conferendogli delle commissioni più alte ed una migliore posizione nei motori di ricerca alla lunga credo non sia un atteggiamento premiante.
Le esperienze di contributor esclusivi che trovate in rete sono quasi tutte negative e personalmente non me la sentirei in un futuro di affidare la mia sussistenza economica ad una sola azienda. Ho già un lavoro dipendente in una sola azienda ma questo non mi garantisce una reale sicurezza. L'azienda potrebbe andare male o potrebbe esternalizzare perchè i diritti sono sempre meno. Figuriamoci in un business dove non abbiamo le tutele di un dipendente, dove non abbiamo un minimo garantito e dove si è visto, negli anni, più di un passaggio 'massivo' della clientela da un'agenzia a un'altra.
Niente e statico in questo mondo e perciò il mio consiglio è cominciare sin da subito a collaborare con più agenzie contemporaneamente in modo da vendere lo stesso materiale in più luoghi, allargare le proprie chance di vendita ed 'essere ovunque' se il panorama dovesse cambiare radicalmente.

Prima di passare a consigliarvi le agenzie da cui partire premetto che essendo un business in continuo mutamento queste cose che dirò potranno essere valide per il 2016 ma magari non esserlo più per chi legge questo articolo nel 2018.

"insert sd card hand" venduta 32 volte da Ago 2015 a Ott 2016




le tre agenzie da cui partirei io se tornassi indietro

Come ho già detto ne esistono a decine, io stesso collaboro con 13 agenzie attualmente ma credo che sia opportuno cominciare con un numero ristretto di collaborazioni anche perché l'inserimento e l'adattamento della vostra creatività agli standard richiesti dalle agenzie non sarà immediato ne  probabilmente facile e indolore.
Detto ciò passiamo ad analizzare le tre agenzie che propongo precisando però che la mia esperienza si limita al mondo delle immagini fotografiche, no grafica vettoriale no video no audio eccetera eccetera.
http://submit.shutterstock.com/?ref=1678939

La prima agenzia che vi consiglio è attualmente la più grande del mondo, i loro uffici si trovano al ventunesimo piano dell'Empire State Building a Manhattan, ed è assolutamente il posto in cui si vende meglio.
Sto parlando ovviamente di Shutterstock, un'agenzia in cui (come per tante altre) è previsto un test d'ingresso prima di entrare. Siete tra virgolette fortunati perché da poco tempo hanno reso più semplice il test. Quando sono entrato io dovevi mandare 10 lavori e dovevi fartene accettare 7. Ora credo nè bastino un paio. Tuttavia se non riuscite non scoraggiatevi e continuate a ritentare: in questo caso posso assicurarvi che ne vale la pena.
I revisori di Shutterstock, ovvero coloro che si occupano di fare un quality check del materiale (in altre parole: chi ha il potere decisionale e insidacabile di accettare o meno una fotografia per la vendita) sono  notoriamente tra i più severi (dopo quelli di Pond5 che però per le immagini è sconsigliato ed è invece molto adatto a chi produce video footage).
https://it.fotolia.com/Member/SignUp


La seconda agenzia con cui comincerei e sicuramente Fotolia che, in tempi non remoti, ha subito l'influsso positivo della sua acquisizione da parte di Adobe ed ha recentemente aperto un sito parallelo che si chiama Adobe stock e che ha il vantaggio di vendere il materiale direttamente dentro gli applicativi per grafici di Adobe, ovvero Photoshop,Lightroom, Premiere eccetera eccetera.

Questo ha sicuramente dato una spinta propulsiva alle vendite che produce questa agenzia, che per me è l'unico vero concorrente di Shutterstock.
https://secure.istockphoto.com/it/sell-stock-photos.php
La terza ed ultima agenzia con cui vi consiglio di collaborare sin dall'inizio è iStockphoto che qualche tempo fa è stata comprata dalla famosa agenzia fotografica Hollywoodiana Getty Images. Esattamente l'agenzia che fotografa le star cinematografiche. L'indicizzazione è un pò più macchinosa delle altre ma le vendite non sono male ed i revisori sono decisamente di bocca buona, questo significa ovviamente l'avere molti più lavori in vendita che su Shutterstock e Fotolia.

A mio parere queste sono le tre agenzie 'fondamentali' e in cui si ha più probabilità di vendere i propri lavori.
"Stupinigi palace" venduta 26 volte da maggio a ottobre 2016
Ok ho deciso: si comincia! Quindi  ora posso semplicemente inviare le mie foto del mare e dei miei viaggetti alle agenzie per averle in vendita?

Ovviamente no.
Lascia che ti spieghi le varie fasi che portano una foto ad essere messa online.
La prima fase ovviamente è... decidere cosa fotografare.
Prima ancora di passare allo scatto è infatti necessario individuare un soggetto che possa realmente vendere. Con questo non sto dicendo che le vecchie foto che risiedono nei vostri hard disk siamo da buttare, intendiamoci. Sto però consigliandovi di non caricare foto a c**** di cane perchè perderete solo il vostro tempo.
Una volta individuato uno scatto che potrebbe avere delle chance di vendita si passa infatti alla fase due, ovvero la post-produzione.
Chiaramente vi consiglio di scattare con una reflex o una mirrorless e sempre in formato RAW e di analizzare ogni volta la foto al 100% dei suoi pixel e fare in modo che non esista rumore digitale dovuto alle alle alte ISO, che il soggetto principale sia perfettamente a fuoco e che il vostro sviluppo non sia troppo spinto in termini di saturazione chiarezza e tutto ciò che di solito a noi fotografi piace esagerare.
Il prodotto finale deve essere equilibrato (aiutatevi con l'istogramma) ed avere un piglio commerciale o editoriale più che artistico o 'pompato'. Avete presente le immagini pubblicitarie che trovate sui vari magazine, televisioni, cartelli pubblicitari, o articoli online? Ecco, quelle sono immagini che all'80% sono state comprate su siti di microstock.
La foto deve avere questi crismi per essere accettata dalla stragrande maggioranza delle agenzie.
Non tutti i revisori di tutte le agenzie sono severi ma se vi adattate alla severità dei più 'nazi' state tranquilli che riuscirete a ingrossare il numero dei vostri portfolio in tempi non biblici.
La terza fase è importante quanto le altre due e vi prego di porci la massima cura, parliamo dell'indicizzazione, un lavoro che le agenzie lasciano purtroppo ai contributor.
Per indicizzazione si intende l'inserire un titolo una descrizione e delle tag (o keyword) nei metadati dell'immagine (lightroom caldamente consigliato) in modo da farci poi trovare più facilmente dai motori di ricerca dal momento che questi ultimi funzionano tramite le parole e non tramite le immagini.
Non dobbiamo esagerare con numero delle parole chiave, dobbiamo inserire solo le parole chiave necessarie e visivamente coerenti evitando possibilmente accostamenti forzati.
La quarta fase è quella di upload e invio della foto alle varie agenzie. Quasi tutte le agenzie hanno dei server FTP che facilitano parecchio il lavoro (tranne istockphotos che ha un suo client proprietario chiamata DeepMeta).
Una volta fatto l'upload dovete andare su ogni singolo sito di ogni singola agenzia, spesso decidere delle categorie in cui inserire immagine, ed inviare.
Una volta attraversate tutte queste fasi siete nelle mani del revisore che a suo insindacabile giudizio deciderà se mettere online la vostra foto oppure no.


"Sirmione - Lombardia" venduta 25 volte da Ago 2015 a Ott 2016
Concludendo.

Scrivendo questo post ho voluto appositamente non entrare troppo nei dettagli.
Volevo solo fare capire a chi non è ancora in questo mondo quello a cui va incontro se vuole effettivamente entrarci.
Probabilmente in futuro scriverò post più specifici argomento per argomento e li integrerò con questo post mano a mano.
Prima di lasciarci vi ricordo che per seguirmi basta cliccare sul pulsante in alto a destra del mio faccione.
Un anno di Microstock, come vendere le proprie foto online - considerazioni e consigli per chi inizia nel 2016 Un anno di Microstock, come vendere le proprie foto online -  considerazioni e consigli per chi inizia nel 2016 Reviewed by Luca Lorenzelli on 10/22/2016 Rating: 5
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