Creep (2014) recensione del film horror



la scena madre meno madre di tutti i tempi



Mentre scrivo questa recensione del primo Creep siamo già nel 2018, quindi sarei già in ritardo per recensire Creep 2 (uscito nel 2017) ma questa volta mi voglio superare in quanto a ritardi nelle recensioni e quindi ecco qui che cosa ne penso del primo capitolo di questa apprezzata serie di film 'indipendenti'.

Creep è un film  di marcata connotazione indipendente e non mi importa che lo sia realmente. E' girato, sceneggiato ed interpretato da due sole persone. a basso budget e per gli sforzi e le risorse impiegate direi che è perfettamente riuscito. 
Se parlassimo di musica potrei quasi chiamare Creep  una one man band visto che la figura preponderante dell'opera è sicuramente lo sceneggiatore e attore principale, tale Mark Duplass, personaggio tra l'altro molto conosciuto nell'underground in quanto spesso indicato, insieme al fratello Jay, come uno dei pionieri del movimento mumblecore
La trama è semplice: un videomaker squattrinato viene contattato su Craiglist per un lavoro di una singola giornata in un paesino sperduto tra le montagne statunitensi. Aaron, telecamera in spalla e tanta buona volontà,  si mette quindi alla guida pieno di domande sul suo cliente, di cui non conosce praticamente nulla. 
Arrivato sul luogo si da inizio ad una crescendo di scene tra il grottesco e l'inquietante che trascinano lo spettatore lungo la modesta durata (1h e 20 circa) di una pellicola che riesce in un certo senso a lasciare un segno.

l'amichevole Josef di quartiere
Il motivo è semplice: la recitazione fantastica, preponderante e iconica di Mark Duplass nei panni di un personaggio tanto enigmatico quanto apparentemente psicopatico che se la gioca sempre sulla figura del malato di mente disperato e del lupo a caccia delle sue prede. 
Credo infatti che dietro Creep ci sia anche un rimando ai primordiali istinti dell'essere umano, quelli più bassi, che però fanno pericolosamente parte della nostra natura. 
Creep è un' lavoro ben centellinato sotto questo aspetto. Sfrutta bene l'ormai abusato espediente del mockumentary found footage (Blair Witch, Rec, Cloverfield per citarne i migliori esempi) per mettere in scena, con una crudezza ed una lucidità tale da fare invidia a produzioni più blasonate, il rapporto tra lupo e pecorella, tra preda e predatore. Non solo in chiave di bene e male puri, ma anche di natura intrinseca e senso delle cose che porta a credere ad una certa inevitabilità dei fatti se rapportati alle personalità così nettamente delineate dal film.
Decisamente interessante insomma, ben fatto e meno banale di quel che sembra per l'occhio attento ai messaggi intrinsechi, alle easter egg delle pellicole. 

"of wolf and man" cit
Consigliato insomma, se si è disposti però a chiudere un occhio su certe cose poco credibili (es. la reazione della polizia alle segnalazioni di Aaron) e lasciarsi trasportare dalla sapiente regia di Patrick Brice\Aaron e dalla messa in scena del disturbato e disturbante Josef. 
Trovate sia Creep che  Creep 2 (titolo che andrò a recensire a breve)  in streaming nel catalogo Netflix in lingua originale con i sottotitoli  in italiano, o se siete collezionisti su amazon a questo indirizzo  (in lingua originale con sottotitoli in inglese).
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Creep (2014) recensione del film horror Creep (2014) recensione del film horror Reviewed by Luca Lorenzelli on 1/03/2018 Rating: 5
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